Visma | Lease a Bike, Wout Van Aert punta ai Mondiali di Montréal. Il CT belga Pauwels: “La sua opinione è che si tratta di una gara alla sua portata”

Dopo la vittoria alla Parigi-Roubaix, il prossimo grande obiettivo di Wout Van Aert saranno i Mondiali di Montréal 2026. La rassegna iridata si svolgerà dal 20 al 27 settembre nella città canadese e, secondo il commissario tecnico del Belgio, Serge Pauwels, rappresenta una priorità assoluta per il 32enne. Van Aert ha già chiuso secondo nel 2022 al GP di Montréal, il cui circuito ricalca quello del prossimo Mondiale, anche se con un numero di giri superiore. Pauwels si dice fiducioso sulle possibilità del classe 1994, pur consapevole che per vincere sarà necessario che tutto vada nel verso giusto: preparazione, mentalità e anche un pizzico di fortuna, spesso mancata al corridore della Visma | Lease a Bike.

Già in vista della Roubaix, il CT belga gli aveva suggerito di correre senza attendere gli avversari. “La settimana prima della Parigi-Roubaix, siamo andati a fare un giro insieme e gli ho detto: se c’è una cosa che puoi fare, è spingerti al massimo quando puoi. Non aspettare troppo che arrivino Tadej Pogacar o Mathieu van der Poel”, ha raccontato a Wielerflits Pauwels, che poi, ripercorrendo l’andamento della corsa e quello che, a suo parere, ne ha determinato l’epilogo, ha aggiunto: “Ovviamente non voglio dargli troppi consigli. Ma se analizzo la gara adesso, il fattore chiave del suo successo è stato il fatto che ha osato prendere lui stesso il comando della corsa. Ha anche osato nello sprint. Spesso è proprio questo che lo porta al successo: non correre in modo passivo basandosi sugli altri, ma creare la gara da solo, aprirla e, soprattutto, fare affidamento sulle proprie forze. Questa volta l’ha fatto davvero”.

Secondo il CT, il trionfo nella Regina delle Classiche potrebbe segnare una svolta sotto diversi aspetti: “Sono certo che questo porterà a grandi cambiamenti. Non solo nel comportamento in gara. Sarà utile anche per la definizione del suo programma. Negli ultimi anni a volte ha saltato la Milano-Sanremo e la Strade Bianche, e quest’anno la E3 Saxo Classic. Penso che nei prossimi anni non dovrà più fare scelte in tal senso e potrà sfruttare ogni opportunità. Proprio perché si è liberato”. Tra gli obiettivi cerchiati in rosso resta ancora il Mondiale: “Ma per i Mondiali, ho già ricevuto conferma che vorrebbe porsi questo obiettivo”.

A differenza del 2025, stavolta pare che il CT belga non abbia fatto fatica a convincere Van Aert alla partecipazione: “All’epoca c’erano dubbi sul fatto che quei Campionati del Mondo rientrassero nelle sue capacità e nella sua programmazione a lungo termine. Decise di rinunciare, ma disse subito: ‘Voglio assolutamente andare in Canada, ce l’ho già in mente’. L’idea ha iniziato a maturare e, dopo questa primavera, diventerà gradualmente il suo prossimo obiettivo. Compirà 32 anni a settembre e lì potrà cogliere un’opportunità unica”.

Prima, però, ci saranno il Tour de France e la Vuelta a España, appuntamenti fondamentali per la squadra. Tuttavia, avere già in testa Montréal potrebbe fare la differenza: “Naturalmente, c’è ancora il Tour, che è molto importante per la sua squadra. E dopo ci sarà anche la Vuelta, ma (il Mondiale) è qualcosa a cui ora penserà spesso. E questo è importante. Quando un corridore si mette in testa qualcosa, ottieni automaticamente la versione migliore di lui stesso. Ci rendiamo tutti conto che Pogacar sarà difficile da battere, ma con Wout al fianco di Remco Evenepoel abbiamo ancora una carta in più da giocare”.

I suoi due grandi rivali Pogacar e van der Poel hanno già conquistato la vittoria ai Mondiali, mentre a Van Aert, per adesso, manca. Pauwels è convinto che, a differenza di percorsi di altri anni, quello di Montréal si adatti al campione belga. “La sua opinione è, e sono d’accordo con lui, che si tratta di una gara alla sua portata” ha ammesso Pauwels per poi concludere: “È già arrivato secondo a Montreal. L’anno scorso non è andato bene lì, ma allora non era in forma e non era concentrato. Il percorso dei Campionati del Mondo prevede dodici giri, mentre il GP di Montreal ne ha diciassette. La cosa più importante è uscire dalla Vuelta. Sappiamo tutti che uscire da un Grande Giro lo rende ancora più forte. Questo gli darà quella marcia in più”.

 

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